Bottega di Vuolvinio

Scuola · 824–850 · Milano, Lombardia, Italia settentrionale

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La bottega attiva per la basilica milanese di Sant'Ambrogio realizza uno dei massimi capolavori dell'oreficeria altomedievale. L'altare è interamente rivestito di lamine sbalzate — oro sul fronte, argento dorato sui fianchi e sul retro — arricchite da smalti a cloisonné, filigrane e gemme, con le storie sacre organizzate in riquadri entro una fitta partitura ornamentale. Le figure, allungate e dai gesti ampi, uniscono il linearismo carolingio a una viva capacità narrativa; sopra l'altare il ciborio, sorretto da colonne di reimpiego, presenta figure a stucco che ne completano l'apparato liturgico. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Bottega carolingia di Sant'Ambrogio (Vuolvinio)».

Contesto storico

L'opera è promossa dall'arcivescovo di Milano, che intende dare degna sistemazione alle reliquie di sant'Ambrogio e affermare il prestigio della sede episcopale entro l'impero carolingio. Sul retro dell'altare committente e maestro orafo compaiono raffigurati e nominati, testimonianza rara e precoce del riconoscimento pubblico dell'artefice.

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Opere