Bottega di Pietro Cavallini

Scuola · 1291–1293 · Roma, Lazio

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Pietro Cavallini è il protagonista del rinnovamento della pittura romana alla fine del Duecento. Guardando ai monumenti antichi e paleocristiani della città, sostituisce al linearismo bizantino un modellato costruito con la luce: i corpi acquistano peso e volume, i panneggi si aprono in ampie pieghe percorse da colori cangianti, i volti hanno una gravità solenne e individuata. Le scene narrative si svolgono entro architetture e ambienti resi con coerenza spaziale, e la stessa ricerca plastica si trasferisce dal mosaico all'affresco senza soluzione di continuità.

Contesto storico

La bottega lavora per le grandi basiliche di Trastevere grazie al mecenatismo delle famiglie aristocratiche romane e degli ambienti monastici, in una Roma che precede di poco il trasferimento della corte papale ad Avignone. Il rinnovato interesse per l'eredità classica e per i cicli murali paleocristiani della città offre a Cavallini un repertorio di modelli diretti, la cui lezione sarà decisiva per la generazione successiva.

Innovazioni

Opere