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Tomba a parete (h. 589 cm) nella Sacrestia Nuova. Il duca Giuliano è raffigurato entro una profonda nicchia in veste di antico condottiero, idealizzato come figura dell'azione. Sotto il sarcofago si adagiano le allegorie di Giorno e Notte: figure che si ispirano alle divinità fluviali romane ma con torsioni e pose di potenza nuovissima, con uso del non finito nel volto del Giorno e nel basamento della Notte.
La tomba non mira a rappresentare Giuliano attraverso i suoi tratti reali, ma lo presenta come figura ideale dell’azione, secondo il modello dell’antico condottiero. La posa e l'armatura conferiscono al duca un carattere monumentale e quasi fuori dal tempo.
Sotto il sarcofago, Giorno e Notte rappresentano il trascorrere del tempo e alludono alla condizione umana di fronte alla morte. Le loro figure sono caratterizzate da torsioni potenti e pose complesse, che sembrano mettere in tensione il corpo con lo spazio architettonico.
Il non finito, particolarmente evidente nel volto del Giorno e in alcune parti della Notte e del basamento, non è semplicemente una lavorazione incompleta: accentua il carattere instabile e drammatico della materia e diventa parte della ricerca espressiva di Michelangelo.
L'insieme crea quindi una riflessione sulla fugacità del tempo e sulla morte, nella quale il ritratto idealizzato del duca e le allegorie temporali trasformano il monumento funerario in una meditazione più universale sulla condizione umana.