Situla di Gotofredo

fine del X secolo · Duomo di Milano, Tesoro · Milano

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Secchiello liturgico per l'acqua benedetta (situla) in avorio, alto 18,8 cm, conservato nel Tesoro del Duomo di Milano. È legato a Gotofredo, arcivescovo di Milano dal 974 al 979, che probabilmente lo dona alla basilica di Sant'Ambrogio in occasione di una visita dell'imperatore Ottone II. La superficie è divisa in cinque campi da archi che recano iscrizioni e poggiano su colonnine di gusto antico, coronate da capitelli d'acanto: in uno siede in trono Maria con il Figlio, affiancata da due angeli; negli altri quattro gli evangelisti scrivono al loro tavolo, ognuno accanto al suo simbolo.

Analisi

In età ottoniana l'intaglio dell'avorio, molto apprezzato alla corte imperiale, mostra una sorprendente varietà di linguaggi. Accanto alla geometria severa della placchetta con Ottone I presenta a Cristo il modello della cattedrale di Magdeburgo, con figure tozze su un fondo traforato, e alla rigidità del Cristo che incorona Ottone II e sua moglie Teofano, forse imitazione italiana di un originale bizantino, la situla milanese punta su un modellato fortemente plastico: alcuni dettagli sono lavorati quasi a tutto tondo.

Le fonti sono molteplici. Da un lato l'oggetto recupera modelli paleocristiani e tardoantichi, arrivati attraverso la mediazione della cultura carolingia, come mostrano le arcate su colonne di gusto classico; dall'altro rivela con chiarezza l'ispirazione bizantina, nella solennità della Vergine in trono e nell'impaginazione delle figure. Il risultato è uno degli avori più raffinati di quegli anni.

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