Realizzata da Antonello attorno al 1475, probabilmente all’inizio del suo soggiorno veneziano o poco prima, l’opera ha committente e collocazione originaria ignoti; si trova oggi alla National Gallery di Londra, con dimensioni molto più contenute rispetto alla tavola di Colantonio (45,7x36,2)cm
Antonello si ispira, oltre che a Colantonio, anche a un dipinto di analogo soggetto di Van Eyck documentato a Napoli dal 1456. Il santo è seduto a uno scrittoio su una pedana, assorto nella lettura, mentre il leone è relegato nella semioscurità del portico sullo sfondo: rispetto a Colantonio, l’accento si sposta così dal racconto fiabesco alla concentrazione intellettuale del santo. La scena è inscritta in un grande arco di pietra dalle forme catalane, espediente forse ispirato a Leon Battista Alberti, che apre su uno spazio composito di sapore gotico-rinascimentale, reso arioso e monumentale nonostante le ridotte dimensioni della tavola grazie a un uso sapiente della prospettiva lineare. L’illuminazione è complessa e multipla, con più fonti di luce che generano zone d’ombra e penombra e scandiscono i piani di profondità: dalle finestre sul fondo entra una seconda luce che apre su un paesaggio ricco di dettagli, mentre in alto le bifore lasciano intravedere uccelli in volo. Sullo scalino in primo piano compaiono un pavone e una pernice dal significato allegorico, simboli rispettivamente della Chiesa e di Cristo risorto il primo, dei peccatori che si redimono la seconda. Rispetto a Colantonio, in Antonello la prospettiva è applicata con perfetto rigore, la composizione è architettonicamente più complessa e ricca di riferimenti allegorico-teologici, e ogni elemento converge nel mettere in risalto la figura del santo intento alla lettura.