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Foglio di 61 × 46,5 cm, conservato al Louvre di Parigi, in cui Leonardo da Vinci, a Mantova fra il 1499 e il 1500, combina pietra nera, sanguigna e un tocco di pastello giallo. È uno dei due ritratti di Isabella d'Este Gonzaga, marchesa di Mantova, che l'artista traccia durante il suo soggiorno alla corte dei Gonzaga, probabilmente come studi per un dipinto che non verrà mai realizzato. Il volto è di profilo, secondo la formula del ritratto aulico delle corti quattrocentesche, ispirata alle effigi delle monete imperiali romane.
La calata delle truppe di Luigi XII su Milano, nel 1499, mette fine al dominio di Ludovico il Moro: per Leonardo si apre un biennio di spostamenti alla ricerca di nuovi incarichi. La prima tappa è Mantova, dove disegna i ritratti della marchesa; subito dopo si trasferisce a Venezia, offrendosi come ingegnere militare, e nel 1501, dopo un viaggio a Roma, torna a stabilirsi a Firenze.
Il foglio unisce due tradizioni. Il profilo netto del volto risponde al linguaggio celebrativo delle corti, che guardava alle monete antiche per esaltare la dignità del personaggio; il busto, invece, è girato verso lo spettatore, e la morbidezza del chiaroscuro ottenuto con i gessetti rivela la ricerca di naturalezza propria di Leonardo. Il dipinto per il quale il foglio doveva servire non fu mai eseguito.