La scena rappresenta due episodi distinti della vita di san Pietro riuniti nello stesso affresco: a sinistra, l'apostolo resuscita il figlio del prefetto Teofilo, mentre nella parte destra siede in cattedra e amministra la comunità cristiana. La composizione collega quindi il miracolo all'autorità di Pietro come capo della Chiesa.
Masaccio riunisce due momenti della vicenda di san Pietro all'interno di un'unica scena, secondo una modalità narrativa ancora legata alla tradizione dei cicli trecenteschi, ma costruita attraverso uno spazio prospetticamente unitario. Il miracolo della resurrezione e la successiva attività di Pietro come guida della comunità cristiana vengono così messi in relazione.
La scena è ambientata in una Firenze riconoscibile, con edifici e personaggi che richiamano la vita contemporanea. Il racconto biblico viene quindi avvicinato allo spettatore e assume una dimensione concreta e attuale.
Le figure sono costruite con forte solidità volumetrica, attraverso chiaroscuro e corpi pesanti, mentre la prospettiva organizza lo spazio e stabilisce rapporti credibili tra i personaggi. Masaccio trasforma così il miracolo in un episodio fisicamente concreto, dove la sacralità deriva dall'azione di Pietro più che da elementi decorativi o soprannaturali.