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Porta in bronzo alta circa 5 metri, sulla facciata ovest della cattedrale dell'Assunta a Hildesheim. La realizzano le botteghe di fonditori promosse dal vescovo Bernoardo (Bernward) di Hildesheim, committente dell'opera: i battenti, forse pronti già nel 1015 per la Chiesa di San Michele a Hildesheim, vengono montati nel duomo nel 1035. Ognuno è gettato in un solo pezzo, riprendendo una tecnica di tradizione classica e occidentale, invece di unire tante lastre inchiodate su legno come nell'uso bizantino. Le formelle raccontano la storia della salvezza: a sinistra la vita di Adamo, a destra quella di Cristo, in modo che ogni episodio dell'Antico Testamento annunci quello corrispondente del Nuovo.
L'accostamento fra le due colonne di scene segue la lettura tipologica della Bibbia, per cui l'Antico Testamento prefigura il Nuovo e vi trova compimento. Adamo ed Eva che colgono il frutto proibito, per esempio, stanno di fronte alla Crocifissione, che redime il peccato originale.
Il racconto, vivace e ricco di episodi, ricorda la miniatura carolingia, e gli sfondi di piante ed edifici sono appena accennati, in rilievo bassissimo. Le figure invece sono di tutt'altra natura: sporgono dal fondo per circa metà del loro spessore e acquistano un peso e un volume che l'arte precedente non conosceva. Il confronto con l'Altare di Sant'Ambrogio (paliotto d'oro), a Milano, lo mostra bene: là il metallo è sbalzato con morbidezza, qui è denso e plastico.
I corpi non si sciolgono più nell'aria, come nell'illusionismo antico che i carolingi cercavano di imitare, ma si staccano con forza e riducono il paesaggio a pochi segni d'ambiente.