Coppia di battenti bronzei alti 300 cm, realizzati probabilmente fra il 1152 e il 1156 nelle officine di Magdeburgo: l'arcivescovo Wichmann di Seeburg li commissiona come regalo per la sede vescovile di Płock, in Polonia. Solo agli inizi del Quattrocento la porta giunge in Russia, a Novgorod, dove viene montata sull'accesso sud della cattedrale di Santa Sofia, dentro le mura del Cremlino. Su un'ossatura lignea sono montate le lastre di metallo, con episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento; vi compaiono anche le effigi di chi offre il dono e di chi lo riceve, il vescovo Alessandro di Płock.
In età romanica le officine della Sassonia proseguono la produzione bronzea avviata a Hildesheim con la Porta di Bernoardo, e da questa tradizione nascono i battenti oggi a Novgorod. Il modellato delle formelle è energico e monumentale: le figure sporgono in altorilievo e acquistano un forte peso plastico, perché teste e spalle si staccano del tutto dal fondo. Diversamente dalla porta di Hildesheim, gettata in un unico pezzo, qui le scene sono fuse in lastre separate e poi fissate sul supporto ligneo.
Gli autori, Riquinus e Weissmuth, si ritraggono su una delle lastre accompagnati da un'iscrizione latina. Quando i battenti arrivano in Russia, il loro rimontaggio è affidato al Maestro Abraham, che aggiunge le cornici con motivi vegetali di gusto scandinavo e inserisce la propria immagine accanto a quelle dei due artefici originari.