Plutei dell'oratorio di San Michele alla Pusterla

735 circa · Museo Civico Malaspina · Pavia

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Coppia di lastre in cipollino (66 × 177 × 4 cm) che separavano gli spazi liturgici dell'oratorio pavese di San Michele alla Pusterla, annesso al cenobio di Santa Maria Teodote a Pavia; oggi si trovano al Museo Civico Malaspina. Sui plutei, datati verso il 735, un'ampia cornice di tralci di vite con grappoli racchiude su ciascuno una composizione araldica: una coppia di grifi alati ai lati dell'albero della vita, e due pavoni che bevono da una coppa sovrastata dalla croce.

Analisi

Nella capitale del regno longobardo i motivi ornamentali dell'Altare di Ratchis vengono ordinati e composti con maggiore misura, e ne guadagnano in eleganza senza perdere il loro carattere. Le figure si riducono a puro simbolo. I grifi che custodiscono l'albero rimandano al legno della croce, fonte di rinascita per l'anima del credente. I pavoni, la cui carne per un'antica credenza restava incorrotta, sono immagine dell'anima che, dissetata dal Vangelo, non muore. La simmetria rigorosa sembra riflettere il ritorno di interesse per la tradizione tardoromana che segna l'età di Liutprando.

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