Madonna con il Bambino (detta Madonna Benois)

Leonardo da Vinci · 1478 circa · The State Hermitage Museum · San Pietroburgo

Madonna con il Bambino (detta Madonna Benois), Leonardo da Vinci Apri la scheda interattiva →

Tavola a olio, poi trasferita su tela (48 × 31 cm), dipinta da Leonardo da Vinci verso il 1478 e oggi all'Hermitage di San Pietroburgo. È l'ultima di tre Madonne del primo periodo fiorentino, dopo la Madonna della melagrana (detta Madonna Dreyfus) e la Madonna con il Bambino (detta Madonna del garofano), in cui il pittore affronta un tema a lui carissimo: i «moti dell'animo» e i sottili legami psicologici e gestuali fra madre e figlio, resi in modo sempre più umano, insieme ai rapporti di spazio e di luce fra le figure, l'interno domestico e il paesaggio. Segna il passaggio fra la produzione fiorentina e gli anni milanesi.

Analisi

Con quest'opera si compie il passaggio dall'immagine sacra di tipo iconico a una rappresentazione tutta umana del rapporto fra madre e figlio. Il perno dell'azione è un piccolo fiore di gelsomino: il Bambino si concentra nello sforzo di afferrarlo, e il suo impegno strappa un sorriso affettuoso alla giovanissima Maria. Madre e figlio sono uniti dal movimento delle mani, lungo linee diagonali che si incrociano, e avvolti da un chiarore soffuso che arriva da un'apertura sul cielo.

Intorno al 1469 la Madonna della melagrana dipendeva ancora dagli schemi della bottega di Verrocchio e lasciava solo intravedere la ricerca sugli affetti; qualche anno dopo, verso il 1475, nella Madonna del garofano lo scambio silenzioso fra i due acquistava spontaneità, affidato al movimento impacciato del piccolo che tende la mano verso il fiore. La Madonna Benois porta a compimento questa ricerca.

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