Madonna con il Bambino in trono e un angelo

552-560 · Basilica di Santa Maria Antiqua · Roma

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Pittura murale frammentaria, eseguita fra il 552 e il 560, in Santa Maria Antiqua a Roma: la chiesa nasce intorno al 550 riadattando una sala che dava accesso alla residenza degli imperatori. Nel corso di due secoli le pareti vengono ridipinte quattro volte, e di questi strati successivi si conservano estesi brani: questa immagine appartiene allo strato più antico. La Vergine, con il costume e le insegne di una sovrana bizantina, è assisa su un seggio gemmato e regge il Figlio, che mostra ai devoti perché lo venerino; accanto compare un angelo.

Analisi

L'opera riprende un tipo iconografico bizantino, quello della Vergine Theotokos, cioè «Madre di Dio»: un titolo riconosciuto a Maria dal Concilio di Efeso del 431, dopo il quale il modello si diffonde in tutto il mondo cristiano. Di matrice orientale sono anche i mezzi espressivi: i corpi rivolti rigidamente verso chi guarda, i volti immobili, gli occhi grandi e spalancati che rivelano la sostanza soprannaturale delle figure.

Nei tre secoli successivi le formule nate a Costantinopoli si impongono come canone in ogni provincia bizantina, con il compito di dare forma visibile alle verità di fede che sorreggono l'ordine sociale e l'autorità del sovrano. L'abbandono del naturalismo a favore dell'astrazione, per comunicare il distacco dalla realtà sensibile, si riflette anche in immagini come questa, dove la regalità della Vergine è espressa dalle vesti e dal trono gemmato più che dal volume dei corpi.

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