L'Orazione nell'orto (o Cristo nell'orto)

Giovanni Bellini · circa 1465-1470 · National Gallery · Londra

L'Orazione nell'orto (o Cristo nell'orto), Giovanni Bellini Apri la scheda interattiva →

Dipinta 10 anni dopo il Mantegna. Raffigura Cristo in preghiera sul Monte degli Ulivi mentre gli apostoli dormono in primo piano. Il paesaggio si apre su un'ampia veduta con campanili, architetture venete e un cielo drammatico con nuvole rosate all'alba. L'opera mostra il passaggio dall'influenza mantegnesca verso uno stile più luminoso e naturalistico.

Analisi

Bellini conserva molti degli elementi compositivi e iconografici proposti da Mantegna, ma nella propria versione sostituisce le scarpate in lontananza con un’ariosa veduta collinare, attraversata da corsi d’acqua, zone pianeggianti e strade serpentine che conducono a borghi quattrocenteschi posti in cima alle colline. La luce dell’alba rischiara il cielo, colora le nubi di toni rosati, aranciati e perlacei e illumina i fianchi del colle e le pareti orientali delle case e dei campanili, mentre i versanti posteriori e la pianura erbosa restano ancora in ombra; una seconda fonte luminosa colpisce il primo piano, mettendo in evidenza Gesù e gli apostoli addormentati. Rispetto a Mantegna, Bellini addolcisce i lineamenti del paesaggio, mitiga il tratto e mostra una nuova attenzione per l’osservazione diretta della natura e per la luce, fondamentale per la resa delle atmosfere naturali: lo stesso angelo che regge la coppa eucaristica appare eterèo, come fatto di luce, perdendo la solidità carnale degli angioletti di Mantegna. Nel confronto complessivo, dunque, mentre in Mantegna prevalgono la linea di contorno incisiva, la definizione plastica e minuziosa delle forme, un’unica fonte luminosa e un paesaggio in gran parte chiuso dai due picchi, in Bellini si trovano un tratto più morbido con passaggi più dolci tra figura e paesaggio, due fonti luminose, un orizzonte aperto e un equilibrio tra paesaggio e figure umane, con un borgo sullo sfondo reso in modo verosimile e tipico dell’epoca anziché puramente simbolico.

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