Facciata della cattedrale di Santa Maria Assunta

Giovanni Pisano · 1285-1297 · Cattedrale di Santa Maria Assunta, facciata · Siena

Facciata della cattedrale di Santa Maria Assunta, Giovanni Pisano Apri la scheda interattiva →

Facciata della cattedrale di Siena, che Giovanni Pisano, capomastro dal 1285 al 1297, imposta al termine delle navate dopo averle allungate di una campata; a lui si deve la parte inferiore, popolata di statue. Lo schema è tripartito, di derivazione francese: gli ingressi sono tre, profondamente strombati, con arco semicircolare al centro e lievemente acuto ai lati, e ciascuno è coronato da un frontone a cuspide; lo stesso motivo si ripete più in alto, animato da arcatelle cieche trilobate, pinnacoli e una fitta decorazione scultorea. Un grande rosone, senza i trafori rayonnant dei modelli d'Oltralpe, corrisponde simmetricamente a quello del coro.

Analisi

Giovanni si ispira alle cattedrali dell'Île-de-France e concepisce la facciata come un organismo unitario, in cui architettura e scultura si fondono. Ai ricchi ornati, volute vegetali e crochet, si aggiungono statue a tutto tondo ed elementi costruttivi trattati come oggetti plastici, per esempio le gargolle, i doccioni per lo scarico della pioggia in forma di creature mostruose e bizzarre. Al di sopra dei portali si innalzano profeti, sibille, filosofi e apostoli, affiancati da personificazioni simboliche.

Poiché sono collocate in alto e hanno dimensioni monumentali, queste statue sono pensate per essere viste da lontano: il collo si allunga in avanti così che il viso resti visibile a chi sta in piazza, i tratti sono marcati con forza e la superficie è lavorata a grandi piani scabri, senza minuzie. La loro enfasi, la tensione dinamica, i panneggi avvolgenti e le forme spigolose ne fanno forse l'interpretazione italiana più fedele del Gotico d'Oltralpe (Facciata della cattedrale di Santa Maria Assunta (particolare della decorazione scultorea)).

Il rosone della facciata dialoga con quello del coro, dove si trovava la Vetrata della Vergine, oggi al Museo dell'Opera e sostituita in loco da una copia. Lo schema senese sarà ripreso e reso più verticale, pochi decenni dopo, nella facciata del duomo di Orvieto (Facciata della cattedrale di Santa Maria Assunta di Orvieto).

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