Bronzetto di Antonio Pollaiolo (h. 45 cm) raffigurante Ercole e Anteo, in origine nella Sala Grande del Palazzo Medici e citato nell'inventario alla morte di Lorenzo. Nonostante le piccole dimensioni, racchiude un'incontenibile vitalità espressa dal modellato irregolare e vibrante, dalla contrazione dei muscoli e dalle pose arcuate che descrivono la fatica dell'eroe nel bloccare e sollevare Anteo per impedirgli il contatto con la terra.
Il bronzetto è la traduzione scultorea della ricerca sul dinamismo già avviata nel dipinto coevo. L'articolazione dei corpi non permette di identificare una visuale predominante ma incoraggia lo spettatore a ruotare intorno al gruppo per osservare le variazioni compositive offerte dai molteplici punti di vista: una caratteristica che Verrocchio svilupperà nel Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni. L'opera era in origine collocata nella Sala Grande del Palazzo Medici.