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Statua in marmo (h. 517 cm), commissionata nel 1501 dall'Arte della Lana e dalla Fabbrica della Cattedrale di Firenze per uno dei contrafforti del duomo. Realizzata su un blocco di marmo di Carrara già sbozzato da Agostino di Duccio (1463-64) e poi da Bernardo Rossellino (1476). Raffigura Davide nel momento che precede la battaglia: il perfetto equilibrio tra moto e stasi (contrapposto) unisce il lato destro ancora immobile al sinistro già in tensione. La testa con la fronte corrugata e lo sguardo vòlto a sinistra esprime la concentrazione prima dell'azione.
Il David è considerato il simbolo del Rinascimento e della civiltà umana moderna. Michelangelo supera sia le sculture classiche che i modelli fiorentini (il David di Donatello con Golia ai piedi) attraverso un'interpretazione nuovissima: il giovane pastore è raffigurato nel momento di massima tensione psicologica prima dell'azione, non dopo. Il contrapposto crea un sistema di forze contrapposte che imprimono alla statua una tensione fisica e psicologica assente nei modelli antichi. La nudità eroica, esaltata dall'insistita levigatura delle superfici tranne la capigliatura, incarna i valori civili e repubblicani di libertà e indipendenza. La statua supera le aspettative dei committenti al punto da richiedere una commissione speciale per trovare la collocazione più adeguata: alla fine viene posta in piazza della Signoria a fianco del gruppo con Giuditta e Oloferne di Donatello, con lo stesso significato allegorico.