Croce di Desiderio

fine del VIII - inizi del IX secolo · Museo di Santa Giulia · Brescia

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Croce gemmata (27,5 × 99,5 cm) conservata nel Museo di Santa Giulia a Brescia. Secondo una lunga tradizione la commissionò Desiderio, l'ultimo re dei Longobardi, vinto da Carlo Magno nel 774, come dono per il cenobio bresciano di San Salvatore e Santa Giulia, sorto nel 753 per volontà della regina Ansa. Resta aperto il problema della cronologia, collocata a cavallo fra VIII e IX secolo: non si esclude che sia nata al tramonto del regno e che le monache l'abbiano ricevuta solo quando, sotto i Carolingi, si rinnovò la Chiesa di San Salvatore.

Analisi

L'anima di legno è rivestita da una lamina in lega di piombo e stagno, fissata con piccoli chiodi; la brunitura del metallo esalta la luce delle pietre incastonate. Gemme, cammei romani riutilizzati e vetri colorati ne rivestono ogni centimetro, in una trama fitta dove le tinte si avvicendano e gli elementi più grandi segnano i bracci e le loro terminazioni. I bracci sono trapezi dai lati leggermente curvi; il braccio verticale, allungato in basso da un altro elemento trapezoidale, conferisce alla croce il profilo latino.

Nel punto d'incrocio sono stati aggiunti più tardi un Cristo in trono a sbalzo, nel X secolo, e un Crocifisso in bronzo fuso, nel XVI: segni della devozione che l'oggetto ha raccolto nei secoli. Il pezzo più celebre è il medaglione di vetro (Tondo vitreo con ritratti) con tre busti eseguiti in oro e smalto, che una leggenda priva di basi identificava con Galla Placidia e i figli: si tratta invece di un vetro prodotto in Oriente nel III secolo, e la scritta in greco indica il padre di famiglia ritratto, non l'autore.

Desiderio prosegue la rinascita promossa da Liutprando, che nell'VIII secolo aveva fuso gusto germanico e modelli romani. Il confronto con l'Coperta dell'Evangeliario di Teodolinda mostra l'altissimo livello dell'arte di corte longobarda, e la croce documenta anche il passaggio verso l'arte carolingia.

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