Cristo come albero di vite

Lorenzo Lotto · 1524 · Oratorio Suardi · Trescore Balneario

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Affresco che Lorenzo Lotto dipinge nel 1524 al centro della parete nord dell'oratorio Suardi a Trescore Balneario, fra le Storie di santa Barbara, su commissione del conte Giovan Battista Suardi. Il Cristo, più grande delle figure delle scene agiografiche, ha le mani da cui nascono tralci che salgono fino al soffitto, formando dieci clipei con santi e Dottori della Chiesa. Da una parte e dall'altra, figure di eretici salite su scale tentano di tagliare i rami a colpi d'ascia, ma i santi Ambrogio e Gerolamo le ricacciano indietro; ai piedi di Cristo compaiono i ritratti del committente e della sua famiglia.

Analisi

L'affresco fa parte degli Affreschi dell'oratorio Suardi, il piccolo oratorio annesso alla villa di famiglia che il conte bergamasco commissiona al pittore, secondo le fonti per sciogliere un voto. Il fogliame carico d'uva si estende anche al soffitto, dove simula una pergola tesa fra le travi, popolata di putti e di cartigli con citazioni bibliche e liturgiche.

L'immagine centrale è di lettura immediata, perché dà forma alla lettera alle parole del Vangelo di Giovanni in cui Cristo si definisce la vite e i discepoli i tralci. Il suo senso si chiarisce però nel contesto dei primi anni venti del Cinquecento: nell'Italia settentrionale cresce l'inquietudine mentre la Riforma protestante si allarga oltre le Alpi e le scorrerie dei lanzichenecchi nelle valli prealpine annunciano l'invasione di Carlo V d'Asburgo. Attraverso la vite il conte invoca l'aiuto del cielo e dichiara la propria appartenenza alla Chiesa romana, intesa come l'autentica vigna del Signore; gli eretici con le scuri danno corpo alle dottrine da cui prende le distanze.

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