Esponente della nobile famiglia bergamasca dei Suardi, possedeva insieme alla moglie Orsolina una residenza di campagna a Trescore Balneario, nella Val Cavallina, con annesso oratorio privato dedicato a santa Barbara. Nel 1524 incaricò Lorenzo Lotto, allora attivo a Bergamo, di affrescarne l'interno con le Storie di santa Barbara e santa Brigida, dominate dalla straordinaria invenzione del Cristo-vite, dalle cui dita si dipartono i tralci che racchiudono i santi mentre gli eretici tentano di reciderli. Il ciclo, con i ritratti dei committenti inseriti tra i personaggi, è una delle testimonianze più vive della committenza laica di provincia nel Cinquecento.