Salone dei Mesi (Palazzo Schifanoia)

Ercole de' Roberti, Francesco del Cossa, Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti · 1467-1470 · Palazzo Schifanoia, Salone d'onore · Ferrara

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Borso d’Este decide di ampliare il trecentesco Palazzo Schifanoia, “delizia” situata ai margini della città antica in cui i signori di Ferrara si dedicavano a incontri, giochi, ricevimenti e balli. Nel 1465 affida all’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini, (1448-1483) il compito di sopraelevare di un piano l’edificio e di ricavarvi un nuovo appartamento ducale, dominato da un salone d’onore un tempo collegato al giardino da una scala monumentale. Tra il 1467 e il 1470 questo salone viene rivestito da un ciclo ad affresco e tempera a secco, con pareti di 500×320 cm ciascuna, tuttora conservato a Ferrara, a Palazzo Schifanoia. Il programma iconografico è ideato da Pellegrino Prisciani, professore di astronomia all’università di Ferrara e bibliotecario degli Este.

Analisi

Le pareti sono divise in dodici sezioni, una per mese, separate da finti pilastri su basi marmoree; ciascuna sezione è a sua volta suddivisa in tre ordini sovrapposti: in alto il trionfo della divinità pagana del mese, al centro il segno zodiacale con le personificazioni allegoriche dei decani su fondo blu, in basso, nel registro più ampio, momenti della vita di corte con Borso protagonista. L’esecuzione viene affidata a più pittori che lavorano contemporaneamente, appartenenti per lo più alla cerchia di Cosmè Tura, (probabile direttore dell’opera): tra essi Francesco del Cossa, firma Marzo, Aprile e Maggio, mentre Ercole de' Roberti, allora giovanissimo, realizza Settembre; altre mani restano ignote, come il cosiddetto Maestro degli occhi spalancati, autore di Giugno. Le pareti sud e ovest sono quasi interamente perdute e note solo tramite descrizioni letterarie e copie. Nel complesso il ciclo mira a glorificare Borso associando il tema del tempo, impersonato da Zodiaco e divinità pagane, al buon governo del duca, con una solidità volumetrica e prospettica pienamente rinascimentale che supera sia l’eleganza gotico-cortese sia l’iconografia medievale dei mesi legata alle sole attività agricole.

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