Basilica di Santa Maria in Cosmedin

Entro il 1123 (consacrata nel 1123) · Basilica di Santa Maria in Cosmedin · Roma

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Basilica di Roma consacrata dal pontefice Callisto II nel 1123: gli interventi di età moderna e i restauri del XIX secolo non ne hanno cancellato la fisionomia medievale. L'impianto riprende la basilica paleocristiana: tre navate senza transetto, precedute da un nartece e chiuse da tre absidi. Al Romanico rimandano la schola cantorum, cioè il recinto del coro, e il ritmo dei sostegni lungo le navate: dopo ogni gruppo di tre colonne si alza un pilastro, che sale fino a confondersi con la parete della navata.

Analisi

Nella Roma del XII secolo il rilancio del prestigio papale si accompagna a un'intensa attività edilizia, ma i nuovi cantieri restano legati alla tradizione tardoantica e paleocristiana, sia per le abitudini costruttive delle maestranze sia per ragioni simboliche. Santa Maria in Cosmedin lo dimostra: la pianta ripete lo schema delle antiche basiliche e il linguaggio romanico si avverte solo in alcuni elementi.

Lo si nota soprattutto nelle arcate fra la navata maggiore e quelle minori, dove i sostegni cambiano con cadenza regolare. Nelle chiese dell'area padana, che fanno da modello, i sostegni alternati hanno un ruolo portante; qui invece la loro funzione è soltanto estetica, perché servono a dare cadenza allo spazio interno. È lo stesso interesse per la scansione ritmica che, pochi anni prima, aveva portato a inserire due massicci pilastri a metà della navata della Basilica superiore di San Clemente al Laterano.

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