Annunciazione (detta Cavalcanti)

Donatello · 1435 circa · Basilica di Santa Croce · Firenze

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Rilievo in pietra serena con dorature che la Famiglia Cavalcanti commissiona a Donatello verso il 1435 per la propria cappella nella Basilica di Santa Croce, dove oggi si trova nella navata destra. L'arcangelo Gabriele e la Vergine sono a grandezza naturale e quasi staccati dal fondo. Con pochi gesti misurati e volti espressivi, Donatello rende in modo molto umano lo stupore di Maria e la calma dolcezza dell'angelo. Al posto degli oggetti simbolici consueti ci sono solo un seggio simile a un trono e i battenti di una porta, che chiudono lo sfondo e spingono le figure in avanti, come su un palcoscenico.

Analisi

La scena è racchiusa in un tabernacolo architettonico. Sulla base compare lo stemma dei Cavalcanti; la trabeazione, con un fregio di ovoli e motivi vegetali, regge un frontone curvilineo animato da putti in terracotta, alcuni sdraiati sul coronamento, altri in bilico alle estremità.

Donatello unisce l'osservazione attenta dei comportamenti umani allo studio dell'antico, conosciuto a Roma e nelle collezioni dei Medici, che comprendevano anche sculture ellenistiche arrivate da Rodi. Rinuncia inoltre a descrivere la stanza di Maria e ai simboli che di solito accompagnano la scena, dalla colomba al giglio al leggio: la porta chiusa impedisce allo sguardo di andare in profondità, mentre le due figure, spostate verso i margini, fanno immaginare uno spazio che continua oltre i pilastri.

L'oro steso sulla pietra serena mette in evidenza gli ornamenti delle vesti e dell'architettura, e riprende l'uso antico di colorare e dorare le sculture.

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