Orafo attivo nella Milano carolingia dell'IX secolo, autore della fronte posteriore dell'altare di Sant'Ambrogio. Il suo nome è di probabile origine d'Oltralpe. Si raffigura in abiti monacali all'interno di un clipeo sul pannello dedicatorio.
Innovazioni
Fusione di riferimenti paleocristiani, byzantini e carolingi nella stessa opera
Grande plasticità nel modellato delle figure in lamina d'argento
Altare di Sant'Ambrogio (paliotto d'oro)(autore) — Vuolvinio firma il retro dell'altare e vi si ritrae in abito da monaco davanti a sant'Ambrogio, accanto al ritratto del committente, l'arcivescovo Angilberto II.