Pittore marchigiano, torna a Urbino nel 1565 dopo aver lavorato nei Palazzi Vaticani (1561-1563). Interprete di una pittura devozionale fondata su una sincera poetica degli affetti. Immagini semplici e comprensibili ma dinamiche e coinvolgenti, grazie alla perizia compositiva e alla materia pittorica iridescente e cangiante. Armoniosa fusione dei toni derivata da Correggio.