Ad Avignone, attorno alla corte pontificia, si forma un ambiente artistico cosmopolita in cui la tradizione senese incontra il gusto gotico d'oltralpe: è uno dei crogioli da cui nascerà il gotico internazionale. La componente italiana porta la linea sinuosa e melodica, i colori chiari e cangianti, la capacità di dare misura e sentimento alle figure; l'ambiente francese offre in cambio una vocazione alla narrazione profana e mondana. Accanto alle immagini devozionali di piccolo formato, destinate alla contemplazione privata, e alla miniatura d'autore per committenti letterati, si sviluppa così la decorazione degli appartamenti papali, dove scene di caccia, di pesca e di svago si distendono su fondali di verzura fitta e popolata, senza intento sacro. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Scuola avignonese della corte papale (Simone Martini, Matteo Giovannetti)».
Trasferita ad Avignone dal 1309, la sede pontificia diventa in pochi decenni una capitale europea: i papi vi costruiscono un immenso palazzo fortificato e chiamano artisti italiani e francesi per decorarne cappelle e sale di rappresentanza. Attorno alla curia gravita una società di cardinali, funzionari e letterati, e proprio la presenza di questo pubblico colto favorisce commissioni raffinate e di soggetto anche laico.