Nelle valli alpine della Rezia si conserva uno dei nuclei più estesi di pittura murale di età carolingia. Gli interni delle chiese vengono rivestiti integralmente da cicli narrativi disposti su registri sovrapposti, che affiancano storie dell'Antico e del Nuovo Testamento a episodi agiografici e a grandi scene di Giudizio. Il linguaggio recupera la monumentalità tardoantica e paleocristiana: figure ampie e frontali, panneggi a fasce di colore, gesti dilatati e campiture chiare, con un disegno rapido e sintetico pensato per essere leggibile a distanza. A Malles compaiono inoltre figure di committenti a grandezza naturale, laici e religiosi, inserite nella decorazione sacra. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Pittura carolingia retica (Mustair e Malles)».
La Rezia è terra di cerniera fra il regno franco e l'Italia, attraversata dalle strade dei valichi alpini e organizzata attorno a fondazioni monastiche e pievi protette dal potere carolingio e dai vescovi di Coira. Sono le comunità monastiche e l'aristocrazia locale a promuovere questi cantieri, che traducono in periferia il programma di rinnovamento culturale e liturgico voluto dalla corte di Carlo Magno e dei suoi successori.