Bottega della cripta di Epifanio

Scuola · 824–842 · Castel San Vincenzo, Molise, Italia meridionale

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Gli affreschi della cripta di Epifanio rappresentano il vertice della pittura carolingia nell'Italia meridionale. Le maestranze combinano l'impaginazione ordinata e il linearismo di tradizione occidentale con la tavolozza chiara e gli incarnati rosati lumeggiati di bianco propri della cultura mediterranea e bizantina, entro un sistema di cornici e nastri policromi che scandisce le pareti dell'ambiente ipogeo. Le scene, dalla Crocifissione alle storie dei martiri, sono costruite per figure ferme e simmetriche, con gesti misurati e un forte accento sul valore devozionale dell'immagine. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Bottega della cripta di Epifanio (San Vincenzo al Volturno)».

Contesto storico

L'abbazia di San Vincenzo al Volturno è in questi anni uno dei maggiori centri monastici d'Europa, sostenuta dai sovrani carolingi e in rapporto con i duchi longobardi di Benevento, con scriptorium, officine e un vastissimo patrimonio fondiario. La cripta è voluta dall'abate che vi fa raffigurare se stesso ai piedi della croce con il nimbo quadrato riservato ai vivi, secondo un uso che dichiara apertamente il ruolo del committente.

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