Castello della Manta

Scuola · 1420–1425 · Manta, Saluzzo, Piemonte

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Gli affreschi della sala baronale del castello della Manta, opera di un anonimo maestro di cultura franco-borgognona attivo in Piemonte attorno al 1420, sono uno dei più alti cicli profani del gotico internazionale in Italia. Su una parete sfila la schiera dei Nove Prodi e delle Nove Eroine, figure quasi al naturale disposte come una teoria di ritratti di corte, ciascuna accompagnata dal proprio cartiglio e vestita con abiti sontuosi rigorosamente contemporanei; sulla parete opposta si dispiega la Fontana della giovinezza, racconto continuo dei vecchi che si spogliano, si immergono e riemergono ringiovaniti. Il maestro unisce alla linea elegante e al gusto araldico un'attenzione minuziosa alle stoffe, ai gioielli e alle specie vegetali del fondo fiorito. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Ciclo pittorico del Castello della Manta».

Contesto storico

Il ciclo è voluto dal signore della Manta, ramo cadetto dei marchesi di Saluzzo, in una sala di rappresentanza destinata a ricevere ospiti e vassalli. Il programma deriva da un poema cavalleresco composto in ambiente saluzzese, e permette al committente di iscrivere se stesso e la propria consorte nella genealogia ideale degli eroi, in un momento in cui la piccola signoria cerca di affermare il proprio prestigio.

Innovazioni

Opere