Michelino da Besozzo è considerato dai contemporanei il pittore più eccellente della Lombardia, e la sua bottega diffonde in tutta l'Italia settentrionale la versione più morbida e lirica del gotico cortese. Il suo tratto distintivo è una linea continua e avvolgente che scioglie ogni spigolo: le figure sembrano piegarsi su se stesse in curve senza interruzione, i volti hanno la levigatezza dell'avorio, il colore è chiaro, smaltato, steso in campiture tenui. Formatosi anche come miniatore, Michelino trasferisce alla tavola e all'affresco la delicatezza e la cura minuta del libro dipinto, ambientando le sue Madonne in giardini fioriti e roseti carichi di valore simbolico.
La bottega opera nell'orbita della corte viscontea e del cantiere del Duomo di Milano, in una Lombardia dove signori, prelati e ordini religiosi richiedono immagini devozionali di alta qualità e manoscritti di lusso. La fama del maestro ne fa circolare le opere ben oltre il ducato, fino al Veneto e alla Toscana.