Gli otto medaglioni trasformano la volta della Camera degli Sposi in una galleria illusionistica della romanità, dove la grisaglia simula antichi rilievi e i ritratti imperiali conferiscono alla corte Gonzaga un'aura di prestigio e continuità con la tradizione romana. I medaglioni imitano rilievi antichi e presentano busti di imperatori romani entro clipei circolari, sorretti da putti. Attraverso questa soluzione Mantegna inserisce nella sala un forte riferimento all'antichità classica e alla tradizione del potere imperiale romano.
La scelta della grisaglia è fondamentale: Mantegna dipinge le figure in modo da simulare la consistenza di un vero rilievo in pietra o bronzo. La pittura non vuole quindi apparire semplicemente come pittura, ma imitare un'altra tecnica artistica, creando un gioco illusionistico coerente con l'intera Camera degli Sposi.
I clipei richiamano la tradizione dei ritratti imperiali dell'antichità e trasformano la volta in una sorta di galleria ideale della romanità. L'inserimento degli imperatori nella decorazione della residenza Gonzaga assume anche un significato politico: il richiamo all'Impero romano permette di associare simbolicamente la corte mantovana ai valori di autorità, continuità e prestigio dell'antica Roma.
Il riferimento all'antico è inoltre tipico dell'antiquarismo di Mantegna. L'artista studia con grande attenzione monumenti, sculture, iscrizioni e immagini dell'epoca classica e li rielabora in una decorazione rinascimentale. I medaglioni sono quindi contemporaneamente imitazione dell'antico, esercizio illusionistico e strumento celebrativo.