Trasfigurazione di Cristo tra Elia e Mosè alla presenza di Sant'Apollinare e degli apostoli sotto forma di pecore

549 · Basilica di Sant'Apollinare in Classe, catino absidale · Ravenna

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Mosaico del catino absidale di Sant'Apollinare in Classe, datato 549. Rappresenta la Trasfigurazione di Cristo in forma simbolica: un tondo azzurro tempestato di stelle (lo spazio celeste) con una grande croce gemmata al centro, in cui un piccolo medaglione mostra il busto di Cristo. Ai lati Elia e Mosè (figure della tradizione), sotto tre agnelli simboleggiano i discepoli. La mano di Dio esce dalle nuvole e, insieme al braccio lungo della croce, crea il senso della voce divina. Il tutto su un paesaggio verde con Sant'Apollinare al centro tra dodici pecore (gli apostoli).

Analisi

Il mosaico del catino absidale di Sant'Apollinare in Classe (549) propone una rappresentazione allegorica della Trasfigurazione che rinuncia alla narrazione figurativa in favore del simbolo puro. Al centro del tondo azzurro stellato campeggia una croce gemmata (simbolo di Cristo trasfigurato) con il volto del Salvatore nel medaglione centrale; tre figure di pecorelle ai lati rappresentano Pietro, Giacomo e Giovanni. Al di sopra del tondo, le mani di Dio emergono da una nuvolaglia e affiancano i busti di Mosè ed Elia, testimoni della Trasfigurazione. Nella fascia inferiore, sant'Apollinare in orante guida dodici pecore (i fedeli ravennati) nel locus amoenus verde smeraldo. Sui timpani laterali dell'arco trionfale, le figure di Costantino IV con i fratelli affiancano la scena del privilegium imperiale concesso al vescovo Reparato, elemento datante aggiunto verso il 671-677. Il mosaico è un documento fondamentale dello stile musivo ravennate del VI secolo e del processo di astrazione simbolica in atto nell'arte byzantina post-giustinianea.

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