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Dipinto ascrivibile con certezza alla committenza gonzaghesca, donato come regalo per il nozze Gilbert de Bourbon. Il santo è in primo piano, la rovina è circodata da fregi. Rispetto alla versione precedente della bellezza quattuoraria, appare nuovamente rigido, all'espressività germinale ribassata. La postura meno contratta e serpentina suggerisce uno schema classico, la maggiore carica del santo pronta a resistere. L'accenno espressiva del volto, i smi dei tratti somatici degli arceri, in la minuta descrizione degli elementi in paesaggio sullo sfondo riceve una influenza nordici assimilati dall'artista.