Pala di Pesaro (Pala della Coronazione della Vergine tra San Francesco, Paolo, Pietro, Girolamo)

Giovanni Bellini · 1470-1475 · Musei Civici, Pala di Pesaro · Pesaro

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Pala d'altare monumentale realizzata per la chiesa di San Francesco nella città di Pesaro.

Questa tavola rappresenta la prima opera a olio realizzata da Bellini ed è un momento fondamentale nel passaggio dei pittori veneziani dal polittico gotico al formato unitario tipico del Rinascimento toscano, pur mantenendo le parti dipinte inserite in una cornice architettonica lignea scolpita e dorata.
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Composta da un pannello centrale con la Coronazione della Vergine tra i santi Francesco, Paolo, Pietro e Girolama, una cimasa con il Cristo morto sorretto dalla Vergine e santi, predella con storie della vita di Cristo, e cornice architettonica intagliata. Opera che segna l'evoluzione verso uno spazio unitario e luminoso.

Il pannello centrale della Pala di Pesaro, dipinto tra il 1470 e il 1475, raffigura l’Incoronazione della Vergine da parte di Cristo, entrambi seduti su un imponente trono marmoreo, con ai lati i santi Pietro e Paolo da un lato, Gerolamo e Francesco dall’altro, mentre dal cielo, illuminato dalla colomba dello Spirito Santo, si affacciano cherubini e serafini.

Analisi

Sul piano compositivo, Bellini dimostra un padroneggiamento perfetto della prospettiva illusionistica: la fuga prospettica non converge sulle teste di Cristo e della Madonna, ma prosegue oltre lo schienale del trono, invitando lo sguardo dello spettatore a concentrarsi sul paesaggio roccioso alle spalle, resa con estrema cura tonale e una luminosità solare e atmosferica, tanto che nello sfondo è riconoscibile la rocca di Gradara. Il trono si apre così come un vero e proprio “quadro nel quadro”, un effetto illusionistico che per l’epoca costituiva una novità assoluta. L’impaginazione dell’insieme è ordinata, nitida e quasi simmetrica, con i quattro santi disposti in coppie simmetriche ai lati del trono, gli sguardi rivolti verso il basso tranne quello di San Paolo che fissa lo spettatore, creando un contrappunto emotivo alla calma generale della scena.

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