Conversione di Saulo

Michelangelo Buonarroti · 1542-1545 · Palazzi Vaticani, cappella Paolina · Città del Vaticano

Conversione di Saulo, Michelangelo Buonarroti Apri la scheda interattiva →

Affresco (625×661 cm) realizzato da Michelangelo tra il 1542 e il 1545 nella cappella Paolina dei Palazzi Vaticani (costruita da Antonio da Sangallo il Giovane tra 1537 e 1540), commissionato da Paolo III. Il fulcro compositivo è il cavallo imbizzarrito; la composizione si dipana come un moto concentrico, annullando i tradizionali schemi prospettici. Saulo a terra, scorciato, riprende la figura dell'Eliodoro raffaellesco. La figura dell'anziano che si ripara il volto — identificata dalla tradizione con Paolo III o con un autoritratto di Michelangelo — esprime le tormentate meditazioni dell'artista sulla salvezza e sulla grazia.

Analisi

La Conversione di Saulo è il primo degli affreschi della cappella Paolina, l'ultima commissione pittorica di Michelangelo. La composizione adotta un principio centrifugo-centripeto: le figure si dispongono a spirale attorno al cavallo imbizzarrito, che occupa il centro visivo della scena, mentre Saulo a terra — in scorcio audace — sembra precipitare fuori dalla superficie pittorica verso lo spettatore. Il colore è luminoso, a tratti di grande intensità, in continuità cromatica con il Giudizio Universale. La figura anziana con il viso coperto introduce la dimensione autobiografica: l'artista si interroga — attraverso il testo degli Atti degli Apostoli — sulla propria salvezza e sulla grazia divina.

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