Statua equestre in pietra (h. 259 cm) collocata verso il 1230 nel coro orientale della cattedrale dei Santi Pietro e Giorgio a Bamberga, fra le più celebri sculture equestri monumentali del Medioevo. È opera di una bottega legata a Reims, dove con ogni probabilità si forma il maestro. Il cavaliere coronato è stato identificato con santo Stefano re d'Ungheria, con l'imperatore Enrico II il Santo o con un imperatore svevo; in ogni caso la qualità altissima dell'esecuzione fa pensare a un committente di grande prestigio.
Il cavallo è reso con naturalismo, il cavaliere incoronato con eleganza; le superfici sono lavorate con una cura che conferisce loro una consistenza quasi materiale, e il panneggio ha una trama complessa. Sono i caratteri della cosiddetta rinascenza sveva, di cui la statua è uno dei risultati maggiori.
Questa stagione coincide con la forte crescita dell'economia europea nei primi decenni del Duecento e con il rafforzarsi del potere imperiale, che, come già nelle rinascenze carolingia e ottoniana, trova nei modelli classici uno strumento di legittimazione. Il culmine arriverà verso il 1250 con il Maestro di Naumburg e le sue statue dei fondatori della cattedrale, come la Margravia Uta di Ballenstedt (decorazione scultorea del coro).