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Il ciclo di affreschi della chiesa di San Vincenzo a Galliano (consacrata nel 1007, restaurata per volontà dell'arcivescovo Ariberto da Intimiano, 1018-1045) è il principale monumento della pittura romanica lombarda. Le pitture murali rivestono le pareti e la navata centrale. Nell'abside domina un monumentale Cristo in maestà; nella zona inferiore è narrato il ciclo delle Storie di San Vincenzo, con la vivacissima scena del Martirio (fig. 115). Di lato è rappresentato Ariberto da Intimiano che commette l'opera. Il linguaggio pittorico attinge alla tradizione carolingia-ottoniana e a fonti bizantine, rielaborandole con originalità e monumentalità.
Gli affreschi di Galliano sono il vertice della pittura romanica lombarda per l'autonomia del linguaggio e la monumentalità delle figure. La cultura pittorica carolingia-ottoniana, filtrata da influenze bizantine, produce figure che si stagliano con cromatismo vivace e linearismo vivace dal fondo. La rappresentazione di Ariberto da Intimiano come committente intento alla sua opera è tra le prime raffigurazioni di un committente storico identificato nella pittura medievale italiana.