San Giorgio uccide il drago e libera la principessa

1415 circa · Castello di Fénis, cortile ovest · Fénis

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Affresco eseguito verso il 1415 sulla parete ovest del cortile interno del castello di Fénis, in Valle d'Aosta. Il santo guerriero, che trafigge il mostro e salva la figlia del re, è il tema cavalleresco per eccellenza, perfetto per una dimora signorile. Nello stesso complesso decorativo, commissionato dai signori del luogo fra cappella e cortile, si vedono pure un'Annunciazione, diversi santi e una schiera di sapienti che mostrano cartigli con massime in antico francese.

Analisi

Attestato nei documenti a partire dal 1242, il maniero di Fénis passa agli Challant, che nel corso del XIV secolo e nei primi decenni del XV ne fanno una sede di corte a tutti gli effetti; le mura di cinta sono giunte fino a noi senza perdite, e torri e mura merlate evocano ancora la vita cortese del tardo Medioevo. È un caso esemplare di un fenomeno comune ai castelli delle Alpi occidentali: nati per controllare valichi e vie di transito, con l'arricchimento delle signorie locali fra XIV e XV secolo perdono gradualmente la funzione militare e si dotano di arredi e decorazioni simili a quelle dei palazzi nobiliari di città.

Il ciclo di Fénis condivide questo clima con quello del vicino castello della Manta, dove temi cari alla cultura d'Oltralpe sono presentati come in un romanzo cortese. San Giorgio, santo cavaliere che combatte il male per salvare una dama, incarna gli ideali della nobiltà che commissiona queste pitture; accanto a lui, i saggi con le loro massime morali in francese ricordano la lingua e i modelli culturali della corte.

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