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Miniatura su pergamena (27 × 19,8 cm) staccata dal Registrum Gregorii, il codice con le lettere di Gregorio Magno che l'arcivescovo Egberto di Treviri commissiona poco dopo la morte dell'imperatore Ottone II (983); il foglio è conservato alla Stadtbibliothek di Treviri. Seduto allo scrittoio, il pontefice riceve l'ispirazione dalla colomba divina e affida i propri pensieri a un segretario che li mette per iscritto. È opera dell'anonimo Maestro del Registrum Gregorii, uno dei protagonisti della miniatura ottoniana.
Egberto, arcivescovo di Treviri dal 977 al 993, è una figura di primo piano alla corte di Ottone II, di cui è cancelliere, e poi di Ottone III. Nell'età ottoniana la miniatura e l'intaglio in avorio godono di grande favore negli ambienti imperiali e mostrano una notevole varietà di stili.
In questa pagina il miniatore va oltre il modo di costruire lo spazio delle miniature carolingie, ancora legato ai modelli classici: figure e oggetti sono disposti su più piani sovrapposti, e la profondità nasce da questa stratificazione. Allo stesso codice apparteneva un altro foglio, oggi a Chantilly: Registrum Gregorii (pagina con Imperatore in trono che riceve l'omaggio delle Quattro Province).