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Ingresso sul fianco sud dell'abbaziale di Saint-Pierre a Moissac, decorato fra il 1120 e il 1130 da scultori che proseguono la lezione tolosana (Tolosa). La decorazione occupa gli stipiti, il trumeau con il profeta Geremia e il grande timpano con Cristo in maestà secondo la visione dell'Apocalisse di san Giovanni. Il Cristo in trono, benedicente e con il libro dei sette sigilli, è attorniato dai simboli degli evangelisti, da due angeli allungatissimi con rotoli aperti e dai ventiquattro vegliardi, disposti su tre registri.
Rispetto alla Ascensione (decorazione del timpano della Porta Miégeville) di Tolosa la stilizzazione si fa più accentuata e il rilievo più piatto e sintetico, senza che la composizione perda monumentalità ed energia plastica; in origine la policromia, comune a quasi tutti i cicli scolpiti romanici, ne amplificava l'effetto.
Il timpano è chiuso da un archivolto e da un architrave a decoro floreale. Al centro Cristo siede in trono, benedice e tiene con la sinistra il libro dei sette sigilli; i simboli degli evangelisti, con i loro sottili andamenti curvilinei, continuano idealmente la mandorla appena accennata sopra l'aureola. Ai lati due angeli dalle proporzioni smisurate reggono ciascuno un rotolo spiegato, altro richiamo al testo apocalittico. Tutt'intorno i ventiquattro anziani (Vegliardi (particolare della decorazione del timpano del portale sud)), che rappresentano l'umanità redenta, occupano tre fasce e alzano lo sguardo al Signore: le teste ruotano in modi diversi, mimica e gesti variano, le vesti sono descritte con minuzia, a prova di una notevole abilità nel caratterizzare le figure e nel governarne i volumi.
Un caso a sé è l'architrave con il fregio di rosette, così fedele alle tecniche e ai modelli antichi da far dubitare della sua data: per questo gran parte della critica lo considera un marmo antico riutilizzato, collocato qui magari sull'esempio dei cantieri provenzali, dove il riuso era frequente.