Porta di Capua

1234-1239 · Entrata della città · Capua

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Porta monumentale eretta su commissione di Federico II di Svevia fra il 1234 e il 1239 all'ingresso di Capua, sul confine fra lo Stato della Chiesa e il regno dell'imperatore; ne restano soltanto alcuni frammenti scultorei e qualche disegno. Oltre a difendere l'accesso, aveva un forte valore simbolico: in quel punto il regno federiciano si opponeva, sul piano politico e territoriale come su quello ideologico, ai domini pontifici e al papa stesso. È fra le costruzioni più importanti dell'arte promossa dall'imperatore, che unisce modelli classici e soluzioni del Gotico europeo.

Analisi

Il lato esterno, rivestito di lastre marmoree, si articolava in tre ordini. Nella fascia inferiore l'arco del passaggio era affiancato da una coppia di colonne con capitelli corinzi e sovrastato da clipei con busti; nell'ordine mediano dominava la statua dell'imperatore in trono, con due figure minori ai lati; in alto correva una serie di arcatelle cieche ogivali e a tutto sesto. Sul fronte interno, rivolto all'abitato, l'arco terminava con un frontone a triangolo.

Le sculture della facciata esterna, rivolta al territorio nemico, formavano un programma dedicato alla giustizia, commentato e rafforzato da iscrizioni che ne sottolineavano il carattere del tutto laico e indicavano nell'imperatore il suo unico garante. Fra i frammenti superstiti spicca una testa femminile nota come Capua Fidelis (Capua Fidelis (testa femminile dalla Porta di Capua)) e perciò ritenuta la personificazione della città; collocata nel clipeo centrale sopra l'arco, subito sotto l'effigie di Federico, doveva però raffigurare la Giustizia. Il volume marcato del viso e gli occhi grandi rimandano ai ritratti imperiali ufficiali, come la testa colossale di Costantino; di gusto classico è il modellato morbido di guance e bocca, mentre l'ondeggiare fluido dei capelli richiama il naturalismo della scultura gotica d'Oltralpe.

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