L'affresco rappresenta il mese di settembre all'interno del grande ciclo decorativo di Palazzo Schifanoia. L'opera è attribuita al giovanissimo Ercole de’ Roberti e, come gli altri Mesi, combina immagini astrologiche, riferimenti mitologici e scene legate alla vita della corte estense, inserendo il trascorrere del tempo nel programma celebrativo degli Este.
Il Mese di Settembre deve essere letto all'interno del complesso programma del Salone dei Mesi, nel quale ogni mese collega il tempo terreno al movimento degli astri e alle divinità che lo governano. Le immagini astrologiche e mitologiche sono poste in rapporto con le attività della corte e con il governo degli Este.
L'attribuzione a Ercole de’ Roberti, allora ancora giovanissimo, è significativa perché la decorazione mostra già quella tensione verso forme più mosse ed espressive che caratterizzerà la successiva pittura ferrarese. Le figure e le scene non sono semplici elementi decorativi, ma partecipano alla costruzione di un sistema complesso in cui il ritmo del cosmo e quello della vita di corte procedono insieme.
Come negli altri Mesi, anche qui il calendario diventa quindi uno strumento di celebrazione politica: il potere degli Este viene rappresentato come inserito in un ordine universale regolato dal tempo e dagli astri.