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Il monumento più famoso dell'architettura di Federico II di Svevia: un castello costruito vicino ad Andria a partire dal 1240 circa e forse rimasto incompiuto alla morte dell'imperatore. Nonostante la mole possente non era una fortezza, ma una residenza di lusso, come mostrano le decorazioni e un impianto idrico avanzato, con cisterne e servizi igienici. Impressiona la geometria rigorosissima: ottagonali sono il perimetro, il cortile e le otto torri agli angoli, mentre le sedici stanze, otto per piano, sono trapezoidali.
Le forme e i volumi si ripetono con una regolarità quasi astratta, come in un gioco di combinazioni. Al centro del cortile, ancora nel Settecento, si vedeva una vasca anch'essa a otto lati, con sedili. Per coprire ambienti di quella forma irregolare si usa una soluzione ingegnosa: al centro una crociera impostata su un quadrato, ai due fianchi inclinati due porzioni di volta a botte che completano lo spazio (lo si vede bene nella Pianta di Castel del Monte).
Nella pianta alcuni hanno visto un richiamo alla geometria e all'astrologia orientali, che interessavano molto all'imperatore; altrettanto evidente è però il debito verso l'architettura dei monaci cistercensi, che del Gotico di Francia avevano dato una versione spoglia, fatta di geometrie pulite e senza immagini dipinte o scolpite a coprire la struttura. Visto da lontano l'edificio somiglia a una corona, e il numero otto era un segno di eternità: forse Federico voleva così richiamare la vocazione universale dell'impero, rivendicata da Costantino in poi.
Il linguaggio è gotico, eppure gli ornamenti, pochi e misurati, guardano all'antichità romana: lo si vede nei capitelli, nei peducci che reggono le volte e nelle chiavi al loro vertice. Accanto a pezzi antichi e tardoantichi riutilizzati spiccano le sculture del tempo, come telamoni e teste umane o satiresche che sostengono le mensole da cui partono le nervature delle volte.