La Belle Verrière (particolare della parte superiore)

1180-1220 circa · Cattedrale di Notre-Dame · Chartres

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Vetrata del deambulatorio meridionale della cattedrale di Notre-Dame a Chartres, che prende nome dalla sua parte più antica: la Vergine in trono, eseguita intorno al 1180, scampata all'incendio del 1194 e rimontata fra il 1215 e il 1220 in una nuova vetrata. Appartiene al più vasto ciclo di vetrate medievali giunto fino a noi, oltre 2600 metri quadrati per lo più dei primi quarant'anni del Duecento, con storie bibliche, santi di cui la chiesa o la diocesi custodiscono le reliquie e scene dedicate alle corporazioni che finanziano il cantiere.

Analisi

Il trono ha ancora forme romaniche, mentre il manto della Vergine risplende di un blu cobalto luminosissimo, il cosiddetto blu di Chartres, che nel Duecento non si produce più perché troppo costoso. Il confronto è visibile nella stessa vetrata: i pannelli con gli angeli che circondano la Madonna, aggiunti più tardi, hanno fondi di un blu gotico più denso e cupo. Grazie alla sua composizione chimica il blu antico non si è alterato nel tempo, e si può supporre che in origine anche gli altri colori avessero una luminosità simile.

Sotto la Madonna, nove pannelli narrano l'inizio della predicazione di Gesù: fra gli episodi, le Tentazioni nel deserto e il miracolo di Cana. Come tutte le vetrate istoriate, anche questa è composta da tessere di vetro colorato, dipinte a grisaille per i dettagli di volti e panneggi, legate da listelli di piombo e fissate a telai di ferro. Nella stessa cattedrale la Vetrata di Carlo Magno (vetrata del deambulatorio) mostra come ai significati religiosi potessero sommarsi quelli politici.

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