Condottiero e signore del feudo di Bomarzo, nel Viterbese, uomo di cultura in rapporto con letterati e accademie, dopo la prigionia in Fiandra e la morte dell'amata moglie Giulia Farnese si ritirò nelle sue terre dedicandosi a un'impresa senza precedenti. A partire dagli anni Cinquanta del Cinquecento fece scolpire nel bosco sotto il castello il Sacro Bosco, o Parco dei Mostri, popolandolo di colossali figure ricavate dagli affioramenti di peperino: l'Orco, gli elefanti, i draghi, la Casa Pendente, il tempietto. L'ideazione architettonica è tradizionalmente attribuita a Pirro Ligorio, ma il programma iconografico, colto ed enigmatico, è opera dello stesso committente.